Senza dimora

Caritas Padova è attualmente impegnata in due progetti a favore di chi vive situazioni di grave marginalità.

La strada verso casa

In Italia le politiche rivolte alle persone senza dimora, nel tempo, si sono concentrate sempre più su una logica assistenziale, per rispondere all’urgenza/necessità del sopravvivere quotidiano. Le associazioni, le istituzioni pubbliche e religiose forniscono a questo proposito una mappa completa dei servizi presenti nel territorio (pasti caldi, possibilità di una doccia, un riparo notturno per qualche breve periodo, uno spazio per accoglienza diurna ecc).
Tutte azioni benemerite, ma che, se esclusive o non collocate in un processo di reinserimento sociale e di uscita dalla povertà, rischiano di fare permanere nello stato d’indigenza la persona, senza sollecitarne le capacità e lo sviluppo di una propria autonomia responsabile.
Nasce da qui l’esigenza di focalizzarsi sulla centralità della singola persona in modo continuativo, sotto l’aspetto umano, culturale, spirituale per una vera integrazione sociale, al fine di orientare e rafforzare le condizioni di autonomia e di supporto dei destinatari. Il tutto nel rispetto della dignità dell’uomo che vive il disagio, per ripristinare l’immagine nella sua interezza.
La Caritas Diocesana, con il mese di ottobre 2014, ha avviato una modalità nuova e integrata – rispetto a esperienze già attive – di accoglienza immediata in appartamento per uomini senza dimora, che prevede un percorso di accompagnamento individuale a rinforzo dell’intero progetto di integrazione sociale.
In questo modo si offre un indispensabile supporto logistico in contesti compatibili agli itinerari di inserimento sociale e lavorativo.
Il tutto è finalizzato al sostegno della dignità della persona e a dar vita e speranza alle persone più deboli e fragili. Il progetto prende spunto dall’HOUSING FIRST e parte dalla consapevolezza che le disuguaglianze sociali costituiscono un potente fattore di disparità.
In questa ottica Caritas diocesana risponde alla domanda di alloggio – anche temporaneo – mette a disposizione di uomini senza fissa dimora 2 appartamenti di proprietà della parrocchia BMV DEL CARMELO, CARMINE in Padova, e un appartamento nella parrocchia di San Bellino e uno presso la parrocchia di Santissima Trinità (Padova). In tutto quattro appartamenti, in tre zone della città, per una capienza di quattro persone ciascuno (16 uomini in tutto).

A braccia aperte

Il progetto mira a dare accoglienza a donne in situazione di marginalità grave. Questo servizio, attivo da anni, accoglie donne presso Centro Mondo Amico e presso la parrocchia di Madonna Pellegrina. L’idea è quella di offrire alle donne un sostegno verso perrcorsi di reinserimento sociale. Lo stile è quello dell’accoglienza che vorrebbe essere aperta, non prevaricante delle scelte personali, attenta a fornire stimoli atti alla presa di coscienza ed esplorazione delle potenzialità delle persone accolte. Risulta quindi necessario che i vari momenti di accoglienza nelle strutture, vengano percepite come spazio comune all’interno del quale le regole di convivenza e rispetto delle altre persone accolte, siano chiarite da un regolamento condiviso e sottoscritto.
Centro Mondo amico è gestito dalle suore Missionarie Comboniane che abitano nella struttura e accompagnano le ospiti in percorsi di reinserimento. La struttura può ospitare fino a 10 donne, per un periodo massimo di 3 mesi.
Il progetto prevede: assistenza sanitaria; insegnamento della lingua italiana; se possibile, inserimento in laboratorio occupazionale; – valutazione eventuale inserimento presso altri programmi quali: Sprar, Cav, Programmi di protezione ed inserimento sociale ex Art. 18 286/98, Altre comunità di accoglienza più idonee, rientro in patria volontario ecc..
La struttura Madonna Pellegrina è gestita dalle suore della Divina Volontà, che offrono la loro ospitalità per periodi di 15 giorni, mettendo a disposizione un piccolo appartamento con 2 stanze da letto e due bagni e una cucina per l’accoglienza di 4 donne.
Uno stretto legame con le istituzioni locali, ma ancor prima con il tessuto sociale e produttivo del comune di provenienza è il necessario intreccio di energie e disponibilità che possono portare dalla definizione del percorso di autonomia alla sua attuazione.
Indispensabile per l’attuazione e la realizzazione dell’idea progettuale è una rete di volontari e persone amiche delle “case accoglienza” che hanno il compito di instaurare rapporti interpersonali atti a facilitare sentimenti di condivisione e di convivenza pacifica, per rafforzare le relazioni tra le donne e renderle un gruppo di auto-aiuto, restituire loro l’idea del far parte di una comunità e renderle consapevoli delle proprie potenzialità.
Entrambe le strutture sono gratuite e l’invio avviene tramite il centro di ascolto diocesano, via Bonporti 8